La cometa interstellare 3I/ATLAS è il terzo oggetto interstellare mai osservato attraversare il Sistema Solare, dopo 1I/ʻOumuamua e 2I/Borisov. Scoperta il 1° luglio 2025 dal sistema ATLAS in Cile, ha catturato subito l’attenzione degli astronomi per la sua orbita iperbolica e per la struttura della sua chioma, diversa dalle comete “classiche” del nostro sistema.
In questo articolo trovi una raccolta ragionata di tutte le principali foto ufficiali di 3I/ATLAS disponibili finora: immagini da Hubble, Gemini North e South, missioni ESA, osservatori professionali e progetti scientifici internazionali.
Immagini dallo spazio — Hubble Space Telescope & James Webb Space Telescope
🔹 Cosa mostrano queste immagini
Il 21 luglio 2025, Hubble ha fotografato 3I/ATLAS quando era a circa 277 milioni di miglia dalla Terra. NASA Science+2NASA Science+2
L’immagine rivela una “goccia” (bozzolo) di polveri che si diparte dal nucleo ghiacciato, confermando l’attività cometaria dell’oggetto. Le stelle di sfondo appaiono allungate perché Hubble stava seguendo la cometa in moto. Esahubble+2NASA Science+2
Grazie a queste riprese nitide, gli astronomi sono riusciti a stimare dimensioni e forma del nucleo con maggiore precisione. Esahubble+1
In aggiunta, lo strumento del James Webb Space Telescope (JWST) ha osservato la cometa a lunghezze d’onda infrarosse, fornendo dati utili sulla composizione della coma.
🔹 Cosa sappiamo da queste immagini
Il telescopio Gemini North ha catturato immagini di 3I/ATLAS poco dopo la scoperta, contribuendo a definirne orbita, luminosità e caratteristiche iniziali.
Dopo, con telescopi come Gemini South e altri da terra, sono state documentate la chioma e la coda in crescita, man mano che la cometa si avvicinava al Sole: più polvere e gas espulsi rendevano visibile una scia più estesa.
Alcune immagini terrestri — pur meno “estetiche” di quelle spaziali — sono fondamentali per studiare l’evoluzione della cometa nel tempo, la direzione della coda e la variabilità della coma.
⭐ Ultime novità su 3I/ATLAS – Versione rielaborata per blog
Le osservazioni più recenti di 3I/ATLAS stanno offrendo agli astronomi nuove informazioni preziose su questo raro visitatore interstellare.
🔭 La sonda Psyche fotografa la cometa
La missione Psyche, originariamente progettata per lo studio di un asteroide metallico, ha puntato i suoi strumenti verso 3I/ATLAS e ha catturato una serie di immagini durante le notti dell’8 e 9 settembre 2025. La cometa si trovava allora a circa 53 milioni di chilometri dalla sonda.
Questi nuovi dati permettono di calcolare con maggiore precisione la traiettoria dell’oggetto, rendendo questa “osservazione imprevista” un evento particolarmente significativo: è infatti raro che una sonda in viaggio verso un altro corpo celeste possa essere utilizzata anche per studiare un oggetto interstellare.
🌋 Getti attivi simili a “crio-vulcani”
Analisi recenti mostrano che 3I/ATLAS emette potenti getti di gas e polveri, un comportamento che ricorda vere e proprie eruzioni criovolcaniche.
Questa attività suggerisce che il nucleo della cometa sia ricco di sostanze volatili come anidride carbonica, monossido di carbonio e acqua ghiacciata. La presenza e l’intensità di questi “sbuffi” rendono 3I/ATLAS diversa dalle comete tipiche del nostro Sistema Solare, indicando una composizione particolare e probabilmente legata al suo luogo d’origine, al di fuori del Sole.
🌠 Una coda che divide gli scienziati
Tra le ipotesi discusse negli ultimi giorni, una delle più dibattute riguarda la natura della coda della cometa. Alcuni ricercatori hanno suggerito che essa possa contenere non solo gas e polveri, ma anche un possibile “sciame” di piccoli oggetti solidi che viaggiano insieme al corpo principale.
Si tratta di una teoria molto controversa, che non trova consenso nella maggior parte della comunità scientifica: la visione dominante resta infatti quella che considera 3I/ATLAS una cometa naturale, con fenomeni spiegabili attraverso processi fisici noti.
🌌 Osservazioni globali in vista del passaggio del 19 dicembre
La cometa è attualmente monitorata da una vasta rete di telescopi terrestri e spaziali. Il 19 dicembre 2025 è atteso un passaggio relativamente ravvicinato alla Terra — pur sempre a grande distanza — che rappresenta un momento importante per raccogliere nuovi dati.
Le prossime settimane saranno quindi cruciali per studiare l’evoluzione della coda, l’attività dei getti e la composizione della chioma, mentre 3I/ATLAS continua il suo viaggio verso l’esterno del Sistema Solare.
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